Aneddoti bolognesi dal teatro dei Burattini in Persona
Risate, brustulli e cotechini

Il teatro dei Burattini in Persona, un fenomeno tutto bolognese, non era solo spettacolo. Era vita vera, a volte più vera della vita stessa. Ecco allora una raccolta di aneddoti storici, piccoli grandi momenti che ci fanno entrare nell’atmosfera indimenticabile di quel teatro popolare, schietto e irresistibile.
1. Il neonato di strutto e mortadella
Cominciamo con Persuttino, il burattino inventato da Leonardo Scorzoni. Una sera, durante uno spettacolo a Corticella, accadde qualcosa di unico: al termine della recita, tra gli applausi, una signora porse a Persuttino un neonato ben fasciato. Lui lo prese tra le braccia, commosso e un po’ impacciato, finché si accorse che… non era affatto un neonato. Era un fantoccio, fatto con una vescica di strutto al posto della testa, una grossa mortadella per corpo, due zamponi per gambe e due salami per braccia. Una vera opera d’arte gastronomica. E un regalo tipicamente bolognese: abbondante, comico e… buonissimo.
2. L’attrice amata dal popolo
Negli anni Venti del Novecento, una giovane attrice, Antonietta Camicia, divenne una star delle compagnie di Burattini in Persona. Aveva talento, carisma e un modo di parlare che incantava il pubblico. Tanto che, sui muri della città, iniziarono ad apparire scritte come: “W Antonietta Camisa!” ma anche con l’ironia bolognese di sempre: “W Antonietta senza camisa!” Amore popolare puro, con tutta la sua sfacciata tenerezza. Oggi diremmo “Antonietta virale”.
3. L’arresto dei burattinai (per sbaglio)
Nel 1911, dopo uno spettacolo al Teatro del Porto, alcuni attori si fermarono a bere qualcosa in un’osteria lì vicino. Quella sera, un crimine avvenne poco lontano, in via del Macello. I sospetti? Caddero — per puro caso — proprio sulla compagnia. Risultato: tutti arrestati, comprese le maschere. Fagiolino, Sganapino, Persuttino… dietro le sbarre (almeno per qualche ora). Fu tutto chiarito in fretta, ma il fatto rimase negli annali. Per giorni si scherzò in città: “I burattini in prigione? Ma almeno li hanno messi nella stessa cella?”
4. Il Papa-attore col mantello del Dottore
Il Cardinale Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, era noto per il suo spirito bolognese e la sua passione per il teatro. E sapete chi interpretò, nel 1689, durante una rappresentazione al teatro dell’Accademia del Porto? Proprio il Dottor Balanzone, con tanto di tirata pomposa e citazioni latine storpiate. Non è uno scherzo: il futuro papa recitò in dialetto, nelle vesti della maschera satirica, caricatura che prendeva in giro proprio i professori dell’Università bolognese. Forse è per questo che lo amavano tutti: era uno di loro, anche sul palco. Questo episodio, riportato nella commedia teatrale di Alfredo Testoni e nelle versioni cinematografiche successive, viene riproposto anche da Burattini a Bologna nello spettacolo dal titolo Il Cardinale Lambertini ovvero ‘Fagiolino, Sganapino e il Cardinale Prospero’ con allestimento e regia di Riccardo Pazzaglia.
Questi aneddoti non sono solo curiosità. Sono frammenti di identità collettiva. Pezzi di una Bologna che sapeva ridere, mangiare, discutere, recitare… tutto insieme. Una città in cui il teatro non stava sul palco, ma nei portici, nei mercati, nelle cucine. I Burattini in Persona non erano solo spettacolo. Erano cultura popolare, memoria orale, resistenza ironica. E ogni episodio — anche il più assurdo — è un invito a non dimenticare chi siamo. E come siamo.
Bologna ha continuato ad ospitare tra la sua gente personaggi degni di chiamarsi ‘Maschere’, ne ricordiamo alcuni, chissà se li conosci… La fatina dei fiori, Beppe Maniglia, Sono messo male, Il dandy, Dondolo, La nonna.
Nella foto: siamo nel 1953 e il sindaco di Bologna Giuseppe Dozza insieme a Giacomo Vecchi, Fanny Bertelli e Bruno Lanzarini si mettono in posa in occasione dello spettacolo di carnevale della Cassa Cooperativa di Credito Società Operaia. Dalla pubblicazione: 'E té prélla!' Bruno Lanzarini, un bolognese in palcoscenico, Maglio Editore








